Salta al contenuto

Carsulae

Il foro romano abbandonato di Carsulae, con templi gemelli e arco sulla via Flaminia, vicino San Gemini.

  • Terni
  • Sito archeologico
Dove
Terni
Da non perdere
Templi gemelli del foro
Tempo
1 h 30 min
Biglietti
Da 5 €
Verificato a settembre 2026

Roma fondò Carsulae intorno al 220 a.C. lungo la via Flaminia, e Augusto in seguito le diede templi, foro e terme di un vero municipium, ma già nel VI secolo la città si era svuotata, abbandonata per ragioni su cui gli storici discutono ancora, non distrutta da guerre o disastri.

Ciò che resta è insolitamente integro: due templi gemelli si affacciano sul foro, un teatro e un anfiteatro sorgono abbastanza vicini da aver forse condiviso il pubblico, e l’Arco di San Damiano segna ancora il punto in cui la via Flaminia entrava in città, la pavimentazione solcata dai carri. Una piccola chiesa medievale, costruita con pietre romane di recupero, sorge incongrua tra le rovine. Gli scavi sistematici iniziarono nel 1951 e sono ripresi nel 2006, oggi concentrati su terme e foro, e all’ingresso si trova un centro visitatori con percorsi accessibili e un caffè.

Carsulae in breve

Carsulae è un paesaggio archeologico all’aperto, nel Comune di Terni, dove un lungo tratto dell’antica via Flaminia organizza ancora i resti di una città romana. Ci si muove tra strada, foro, basilica, templi, teatro, anfiteatro, terme, tombe e una chiesa medievale, e il senso sta proprio in questo rapporto: spazi pubblici, sacri, civici e funerari si capiscono perché condividono ancora lo stesso terreno.1,2

Il sito è un luogo statale della cultura all’interno dei Musei Nazionali di Perugia e si trova nel territorio di Terni, presso San Gemini.3,4,5,1

Una città generata dalla strada

La storia comincia con la via Flaminia. La strada fu realizzata in quest’area entro il 220-219 a.C. circa, e fu la condizione principale dello sviluppo di Carsulae. Il sito era inoltre ben esposto, con terreno fertile e sorgenti, un luogo naturale per una città.2,6

La città è di poco più tarda. Il centro urbano esisteva già entro la fine del II secolo a.C., e la fase repubblicana è nota soprattutto da iscrizioni e da limitati resti strutturali sotto le opere successive.6

Carsulae assunse la forma monumentale oggi più visibile in età augustea, quando raggiunse il massimo splendore, divenne municipium retto prima da duoviri e poi da quattuorviri e iscrisse i suoi cittadini alla tribù Clustumina. Restò un centro florido e vivace almeno fino agli inizi del IV secolo d.C. Il tratto urbano della Flaminia era l’asse principale nord-sud e conserva ancora basolato calcareo, marciapiedi in alcuni punti e canali di scolo.2,6,1

Perché la città si spense

Il ramo occidentale della Flaminia, quello che passava per Carsulae, perse traffico a favore del percorso orientale per Narnia, Interamna Nahars (l’antica Terni) e Spoletium. La città era inoltre priva di cinta difensiva, e un forte terremoto fece crollare alcune delle doline su cui poggiavano molti edifici pubblici e privati, rendendo inospitale il sito.6,2,7

L’abbandono definitivo di Carsulae avvenne tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C.6

Foro, basilica e il cuore della città

Si parte dalla strada lastricata, seguendone il tracciato. Il foro trapezoidale si trova sul lato occidentale della Flaminia. Due piccoli archi quadrifronti segnavano gli ingressi dalla strada, parte della piazza aveva una pavimentazione in marmo rosa, due templi gemelli sorgevano a sud e ambienti pubblici absidati correvano a nord. Tra i frammenti onorari giulio-claudi di questa zona c’è una testa ritratto di Claudio.2

Dall’altra parte della strada si trova la basilica, un grande edificio absidato a tre navate con le basi delle colonne interne ancora leggibili. Qui «basilica» indica un edificio civico romano, non una chiesa cristiana.2

La Domus dei Mosaici

Gli scavi hanno portato alla luce una grande residenza affacciata sul foro, databile alla fine del I secolo a.C. La pianta comprende ambienti di rappresentanza, peristili e ninfei, e un settore termale privato. Una seconda fase aggiunge un complesso termale riscaldato (frigidarium, tepidarium e calidarium) e altri ambienti con ampi pavimenti a mosaico. Offre alla piazza pubblica un contrappunto domestico e mostra come vivevano i cittadini benestanti accanto al foro.8,9

Teatro, anfiteatro e acqua

Una strada lastricata porta a est dalla Flaminia verso il quartiere degli spettacoli. Le gradinate del teatro poggiano su ambienti voltati, mentre l’anfiteatro sfrutta una dolina naturale. L’allineamento comune suggerisce un progetto coordinato, ma ciascuno aveva la propria funzione.2,6

Un piccolo edificio porticato vicino al teatro è forse una palestra, e una lunga cisterna a più vani si trova presso l’anfiteatro. A sud del centro si vedono le terme pubbliche, scavate solo in parte, dove furono trovati mosaici pavimentali. I canali di scolo lungo la Flaminia e le numerose cisterne al servizio degli edifici principali mostrano una gestione deliberata dell’acqua.2,8,1

L’Arco di San Damiano e le tombe

All’ingresso settentrionale l’Arco di San Damiano sopravvive come parte di una struttura che in origine aveva tre fornici, con nucleo in calcestruzzo rivestito di lastre di travertino. Oltre l’arco, tombe monumentali fiancheggiano la strada fuori dal limite urbano antico, una delle quali associata alla famiglia dei Furii.2,6

La chiesa accanto al foro

La chiesa medievale vicina al foro fu costruita con materiale romano di riuso su un edificio antico. Compare come San Damiano e come Santi Cosma e Damiano e ospitò un piccolo convento di monache. La sua struttura mostra come le comunità successive abbiano riutilizzato un paesaggio costruito più antico.1,2,3

Centro visita, collezioni e uno scavo lungo

Il Centro Visita e Documentazione Umberto Ciotti sorge all’ingresso e custodisce una piccola esposizione di materiale archeologico del sito.1,10

Scavi e scoperte sono documentati dal Cinquecento, con campagne intensive dal 1951 al 1972 e ricerche che proseguono. La pianta che si percorre è dunque la somma di molti episodi di scavo e di conservazione, e ampie aree restano indagate solo in parte. Tra i primi ritrovamenti ci sono un sarcofago, un’iscrizione, un cippo funerario e una cisterna.2,3,11

Fonti e citazioni (13)
  1. Ministero della CulturaArea archeologica di CarsulaeDescription: urban cardo, paving, sidewalks and drainageLeggi la fonte
  2. Musei Nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali UmbriaArea archeologica di CarsulaeMonuments: paved Flaminia and channelsLeggi la fonte
  3. Direzione Regionale Musei UmbriaStatuto dell'Area Archeologica di CarsulaeArticles 1-4: status, mission and functionsLeggi la fonte
  4. Ministero della CulturaMusei nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali UmbriaCurrent regional institution recordLeggi la fonte
  5. Direzione generale MuseiElenco musei del Sistema museale nazionale - February 2026February 2026 national museum-system list: Terni, CarsulaeLeggi la fonte
  6. Musei Nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali UmbriaOfficial bilingual Carsulae mapOfficial map history: road built by 220 BCELeggi la fonte
  7. Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'UmbriaArcheologia a TerniSABAP Terni archaeology contextLeggi la fonte
  8. Musei Nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali UmbriaNew mosaics at Carsulae and conservation investmentMiC regional museums news: domus dating, rooms and private bathsLeggi la fonte
  9. Ministero della CulturaMiC investment for new Carsulae mosaicsMiC press release: Domus of the Mosaics projectLeggi la fonte
  10. Carsulae official visitor serviceCentro visita e documentazione U. CiottiFacility and permanent-display descriptionLeggi la fonte
  11. Sistema Archivistico NazionaleCarsulae archival inventory unitArchival discovery documentationLeggi la fonte
  12. Comune di TerniPiano regolatore - parte operativaMunicipal planning rules: Carsulae archaeological areaLeggi la fonte
  13. Comune di TerniValorizzazione dell'area archeologica di Carsulae2026 agreement: unified ticketing, centre use, maintenance and securityLeggi la fonte

Cinque cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. Il basolato della via FlaminiaRoman road, from 220 BC

    Il basolato originale si conserva con marciapiedi e sistema di scolo, e la pietra è segnata dalle ruote dei carri di secoli.Attraversa la città come via principale

  2. I due templi gemelli del foroRoman, Augustan

    Due templi affiancati su una piattaforma sostenuta da volte, affacciati sulla piazza principale della città.Lato ovest del foro

  3. L’Arco di San DamianoRoman, Augustan

    Dei tre fornici resta solo quello centrale. I blocchi di calcare erano destinati a un rivestimento di marmo, e le superfici non finite mostrano ancora i fori per le grappe.Ingresso nord della città

  4. La chiesa dei Santi Cosma e DamianoLate antique or medieval, built from reused Roman stone

    Uno dei due soli edifici rimasti sempre visibili nel Medioevo, ed è da lui che prende il nome l’arco.Accanto al foro

  5. Il teatro e l’anfiteatroRoman, Augustan

    Due edifici per gli spettacoli così vicini da aver condiviso il pubblico, segno di quanto la città investisse nello svago.Settore orientale della città

Pianifica la visita

Tutto quello che serve prima di partire.

Biglietti
Da 5 €
Prenotazione
Senza prenotazione
Tempo necessario
1 h 30 min
Momento migliore
Le mattine di primavera o autunno, quando i fiori di campo riempiono il foro e la luce è morbida
Come arrivare
A circa 4 km a nord di San Gemini e 20 km a sud di Terni, appena fuori dalla SS3 Flaminia; il parcheggio è al centro visitatori, ma non ci sono mezzi pubblici diretti.
Accessibilità
Il centro visitatori e i percorsi principali sono accessibili in sedia a rotelle; alcuni sentieri laterali sull’erba sono irregolari.

Biglietto ridotto (3,50 €) per cittadini UE 18-25 anni, insegnanti di ruolo e gruppi da 15 persone. Aggiornato a settembre 2026. I prezzi cambiano: controllate il sito ufficiale prima di andare.

Percorrete tutta la via Flaminia pavimentata fino all’Arco di San Damiano in fondo: molti visitatori tornano indietro al foro e se lo perdono.

Da sapere

Quanto tempo serve per visitare Carsulae?

Calcolate un’ora e mezza. Le cose principali sono lungo l’antica via e attorno al foro, e si cammina facilmente su terreno piano. Aggiungete tempo in primavera, quando i fiori spontanei invitano a fermarsi.

Vale la pena visitare Carsulae?

Sì. È una città romana insolitamente intatta, abbandonata e non distrutta, quindi si cammina sulla vera via Flaminia accanto a templi, un arco e una chiesa costruita con le sue pietre. In Umbria ci sono pochi siti archeologici così leggibili.

Si possono vedere in un giorno Carsulae e San Gemini?

Sì, si combinano bene. Carsulae è a pochi chilometri a nord di San Gemini, quindi potete visitare gli scavi al mattino e pranzare nel borgo medievale. Anche Narni è vicina, per una tappa nel pomeriggio.

Una lettera dall’Italia, una volta al mese.

I luoghi, le tavole e gli artigiani che per noi valgono il vostro tempo. Una sola email, niente rumore.

Una lettera al mese. Potete disiscrivervi in qualsiasi momento. Non condividiamo mai il vostro indirizzo.

Aiutaci a fare meglio

Di che cosa si tratta?