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Ocriculum

Le rovine romane di Ocriculum, 36 ettari sul Tevere, con teatro, anfiteatro e pavimentazione solcata della via Flaminia.

  • Otricoli
  • Sito archeologico
Dove
Otricoli
Da non perdere
Teatro e anfiteatro romani
Tempo
1 h 30 min

La costruzione della via Flaminia nel 220 a.C. trasformò questo insediamento sul Tevere in Ocriculum, un municipio romano arricchitosi grazie all’agricoltura, al commercio fluviale e alla produzione ceramica, su un’area di circa trentasei ettari vicino all’odierna Otricoli.

Un teatro del I secolo, scavato in parte nel terreno naturale con opera reticolata, sorge accanto a un anfiteatro di pari epoca e a un complesso termale del II secolo a.C. la cui sala ottagonale mostra ancora il pavimento a mosaico. Monumenti funerari a torre, a nicchia e a tamburo fiancheggiano l’accesso, e tratti della stessa via Flaminia sopravvivono con la pavimentazione in pietra ancora solcata dalle ruote dei carri antichi. Le invasioni longobarde spopolarono la città tra il 569 e il 605 d.C., e non fu mai più ripopolata, lasciando le rovine alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che oggi gestisce il parco insieme a un antiquarium con i reperti della necropoli arcaica del sito.

Ocriculum e Otricoli

Ocriculum è l’antica città romana che sorgeva dove oggi si trova Otricoli. Il Parco Archeologico di Ocriculum è l’area di visita che conserva parte di quell’insediamento e del suo paesaggio, un luogo in cui leggere una città più che spuntare un singolo monumento. L’antica Ocriculum fu il primo municipio umbro lungo la via Flaminia e un importante porto fluviale sul Tevere tra Roma e l’Italia settentrionale.1,2

Il parco si estende per circa 36 ettari lungo il Tevere, tra le maggiori aree archeologiche dell’Umbria, attraversato da sentieri che passano tra strutture superstiti e testimonianze funerarie più antiche. Il paesaggio è parte della storia: qui il fiume e la via Flaminia si incontravano, e traffico stradale, commercio fluviale, vita civica, spettacolo, terme e sepolture avevano ciascuno il proprio angolo della città. Ciò che si vede è in gran parte una florida città romana del II secolo d.C., con grandi sostruzioni, teatro, terme, ninfeo e anfiteatro.1,3

Prima dei Romani

Ocriculum non nacque come città romana. I primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a.C. e si svilupparono attorno a due centri: la Scorga, emporio fluviale sull’altopiano del Tevere in rapporti con Umbri, Sabini, Falisci ed Etruschi, e la collina difendibile di Otricoli, poi cinta nel IV secolo a.C. da mura di blocchi di tufo locale. Il nome deriverebbe dall’umbro okris, altura sacra.4

A est del parco, lungo l’attuale SS3 Flaminia, una necropoli del VII secolo a.C. mostra che qui si viveva e si seppelliva molto prima dell’arrivo dei Romani.1

Alleata di Roma, poi municipio

Dopo la battaglia di Mevania del 308 a.C., Ocriculum si alleò con Roma con un patto di amicizia e nel 90 a.C. divenne municipio romano, iscritto alla tribù Arnense.5

La via Flaminia, costruita nel 220 a.C., attraversava l’abitato e ne accrebbe i commerci. Attraverso il porto sul Tevere, detto Porto dell’Olio, olio d’oliva, vino, ceramiche e altri prodotti locali giungevano a Roma.5

Sotto Augusto la città ricevette teatro, anfiteatro, foro, ninfeo, terme e le Grandi Sostruzioni, ed era circondata da ville di proprietari come Pompeia Celerina, suocera di Plinio il Giovane, e Tito Annio Milone.5

La via Flaminia e i suoi margini

Un tratto conservato della via Flaminia è largo circa 6 metri e lungo 25, lastricato in leucitite, una pietra vulcanica scura, e ancora segnato dai solchi dei carri. Strutture funerarie e una fontana fiancheggiavano la strada e danno un’idea di come si arrivava in città.2

Foro, basilica e grandi sostruzioni

Il foro sorgeva a est della principale strada nord-sud, con i resti di una basilica e ritratti imperiali nelle vicinanze. Accanto corrono grandi sostruzioni su due livelli, lunghe circa 80 metri, opere di ingegneria che sostenevano e modellavano l’area civica. Si vedono fondazioni e impronte più che interni integri, come accade in una città romana cavata e scavata per secoli.2

Teatro, terme e anfiteatro

Il teatro conserva muratura a reticolato, la tessitura romana a rete, e i suoi spazi di circolazione. Le terme oggi visibili risalgono al II secolo d.C. e comprendono una sala ottagonale. L’anfiteatro è di età augustea e si trova fuori dall’area urbana antica, lontano dal centro civico.2

Tarda antichità e primo cristianesimo

L’Ocriculum tardoantica fu sede episcopale, e il vescovo Erculio partecipò al concilio romano del 487. La tradizione locale conserva anche racconti su San Fulgenzio.6

Durante la guerra gotica, dal 535 al 553, la città in pianura si rivelò difficile da difendere e la popolazione si trasferì sulla collina fortificata, uno dei primi esempi in Italia di ritorno all’insediamento d’altura nell’alto Medioevo. Nell’817 il Pactum Ludovicianum incluse definitivamente la città tra i possedimenti della Chiesa di Roma.6

Gli scavi di Ocriculum

I grandi scavi papali, commissionati da papa Pio VI, sono datati al 1775-1783. Sculture e mosaici importanti finirono in collezioni altrove, soprattutto nei Musei Vaticani, e altri reperti raggiunsero il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo: per questo i ritrovamenti più celebri della città non si trovano oggi a Otricoli.5,7,1

Il materiale dei lavori successivi è conservato al Funghetto di Otricoli, un deposito di beni culturali a clima controllato per sculture, frammenti architettonici, ceramiche e oggetti di vita quotidiana di Ocriculum, usato per ricerca e restauro.8

Reperti custoditi altrove

La colossale testa di marmo nota come Giove di Otricoli risale alla prima metà del I secolo a.C. Fu scavata nella sala ottagonale delle terme nel 1781-1782 ed è catalogata nella Sala Rotonda del Museo Pio-Clementino dei Musei Vaticani.9,10

Il grande pavimento musivo della stessa sala vaticana è un assemblaggio settecentesco di mosaici del primo III secolo trovati sia a Otricoli sia a Sacrofano, quindi non proviene tutto da Ocriculum.11

Una testa ritratto tardorepubblicana della Collezione Torlonia, tradizionalmente detta il Vecchio di Otricoli e montata su un busto moderno, si presume provenga da Otricoli, anche se il luogo di ritrovamento non è certo.12

Fonti e citazioni (12)
  1. Terre di OtricoliThe Archaeological Park of OcriculumPage title and opening descriptionLeggi la fonte
  2. Umbria TourismArchaeological Park of OcriculumFrom the origins of the city and Archaeological evidence sectionsLeggi la fonte
  3. Istituto Centrale per il Patrimonio ImmaterialeOcriculum AD 168Place description: 36-hectare archaeological parkLeggi la fonte
  4. Terre di OtricoliPre-Roman ageTimeline, two centres, name originLeggi la fonte
  5. Terre di OtricoliThe RomansRomans page, statusLeggi la fonte
  6. Terre di OtricoliLate AntiquitySections on bishopric, Bishop Herculius and San Fulgenzio traditionsLeggi la fonte
  7. Ministero della CulturaAntiquarium comunale di OtricoliDescription: original works transferred to Vatican Museums after eighteenth-century excavationsLeggi la fonte
  8. SABAP UmbriaIl Funghetto di OtricoliRepository description, collection categories, climate control and research-restoration functionLeggi la fonte
  9. Vatican Museums Online CatalogueTesta colossale di Giove, c.d. Giove di Otricoli [MV.257.0.0]Object record MV.257.0.0: title, chronology, material, dimensions, provenance and collocazioneLeggi la fonte
  10. Vatican Museums Online CatalogueInformation on the Online CatalogueCatalog scope: objects on visitor route may moveLeggi la fonte
  11. Musei VaticaniSala RotondaSala description: floor assembled in the eighteenth century from mosaics found at Otricoli and SacrofanoLeggi la fonte
  12. Fondazione TorloniaMale portrait on modern bust, called Old Man from OtricoliMT 533 title, inventory, late-Republican date, modern bust, presumed Otricoli findspot and Galba identification historyLeggi la fonte

Cinque cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. Il teatroRoman, 1st century AD, opus reticulatum

    La cavea si appoggia al pendio, e le gigantesche Muse che ornavano la scena sono oggi nei Musei Vaticani.Addossato al pendio naturale

  2. La sala ottagonale delle termeRoman

    Una sala ottagonale conserva frammenti del pavimento a mosaico, l’ambiente più leggibile delle terme.Complesso termale sulla terrazza spianata

  3. Il basolato della via FlaminiaRoman road, from 220 BC

    Grandi blocchi di leucite portano ancora i segni delle ruote dei carri.All’ingresso dell’antica città

  4. I monumenti funerariRoman, imperial period

    Tombe a nicchia, a torre e a tamburo fiancheggiano la strada, tra cui un mausoleo a tamburo affacciato sulla via Flaminia.Lungo l’approccio sulla via Flaminia

  5. Le grandi sostruzioni e il ninfeoRoman, opus reticulatum

    Dodici “grotte” voltate su due piani, lunghe circa ottanta metri, e una parete-fontana con nicchie.Presso il centro della città

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Tutto quello che serve prima di partire.

Prenotazione
Senza prenotazione
Tempo necessario
1 h 30 min
Momento migliore
Una mattina di primavera o autunno, quando i 36 ettari del sito sono più freschi da percorrere
Come arrivare
Vicino a Otricoli, a circa 60 km a nord di Roma e appena fuori dall’autostrada A1; conviene arrivare in auto.

Osservate da vicino i blocchi di pavimentazione sul tratto superstite della via Flaminia: i solchi delle ruote incisi nella pietra sono una rara traccia tangibile del traffico romano antico, ancora visibile sotto i piedi.

Da sapere

Quanto tempo serve per visitare Ocriculum?

Circa un’ora e mezza. Il sito copre circa trentasei ettari, quindi camminare tra il teatro, le terme e la via Flaminia richiede un po’ di tempo. Aggiungete tempo per il piccolo antiquarium.

Vale la pena visitare Ocriculum?

Sì, se amate i siti archeologici tranquilli. È una città romana sul Tevere che si svuotò in epoca longobarda e non fu mai rioccupata, quindi si cammina tra le rovine senza una città moderna sopra. Si trova accanto all’A1, una sosta facile sulla strada da o per Roma.

Dove sono i tesori di Ocriculum?

Molti dei pezzi più belli, comprese le gigantesche Muse del teatro, sono finiti nei Musei Vaticani. Sul posto ci sono le rovine e un antiquarium con reperti della necropoli arcaica. Per vedere il resto, inserite una visita ai Musei Vaticani.

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