Vespasiano dedicò questo tempio nel 73 d.C. alla Triade Capitolina, Giove, Giunone e Minerva, e il suo pronao corinzio affianca ancora il foro romano di Brescia dopo che gli archeologi ne ricostruirono parzialmente le colonne attorno alle basi originali negli anni Trenta.
Sotto il tempio, gli scavi hanno raggiunto un santuario di epoca repubblicana le cui pareti dipinte, riportate alla luce strato dopo strato, sono tra gli affreschi più antichi conservati nell’Italia settentrionale; un quarto ambiente sotterraneo del I secolo a.C. è stato aperto al pubblico solo nel 2015. Il sito è il fulcro del riconoscimento UNESCO di Brescia, ottenuto nel 2011 come parte del sito seriale I Longobardi in Italia, e le rovine del teatro romano adiacente sono ancora visibili proprio dietro le tre celle del tempio, ciascuna allineata esattamente con il foro sottostante.





