I pescatori di questa isola lagunare, amministrata per secoli dalla vicina Torcello, avrebbero dipinto le case con colori accesi e saturi per poterle scorgere tra la nebbia tornando da lontano sull’acqua; qualunque sia l’origine, la tradizione sopravvive grazie a un regolamento comunale che impone di ridipingere ogni casa nella tonalità già registrata per quell’edificio.
Burano acquistò importanza nel Cinquecento, quando le donne del posto iniziarono a lavorare il merletto ad ago, tecnica che si dice introdotta grazie ai legami di Venezia con Cipro, che avrebbe poi vestito le corti d’Europa; alcune merlettaie e il Museo del Merletto mantengono ancora oggi viva la tradizione, anche se gran parte del merletto venduto nelle vetrine è ormai prodotto a macchina altrove. Il campanile pendente dell’isola, inclinato da così tanto tempo che si dice persino Galileo se ne fosse interessato, si erge su una popolazione di meno di 3.000 abitanti stipata in uno dei tratti più densamente costruiti della laguna.











