Venezia esiliò le sue fornaci a Murano nel 1291, ufficialmente per proteggere dagli incendi la città di legno, e l’isola soffia vetro da allora. Il museo occupa Palazzo Giustinian, un tempo residenza dei vescovi di Torcello, e mette in fila sette secoli del mestiere: frammenti romani ritrovati negli scavi locali, perle medievali e la Coppa Barovier, databile intorno al 1470, un vetro smaltato blu così raffinato da essere considerato il capolavoro superstite del Rinascimento muranese.
Le sale successive raccontano la lenta reinvenzione dell’isola, dal commercio degli specchi nel Settecento ai designer moderni, da Venini a Barovier & Toso, che hanno trasformato l’antica arte di fornace in arte del Novecento. È il luogo più chiaro di Venezia per capire perché questa piccola isola conti ancora.





