Roma fondò Aquileia nel 181 a.C. sul fiume Natissa, e la città crebbe fino a diventare una delle più grandi dell’impero, uno snodo commerciale tra Mediterraneo ed Europa centrale, prima che gli Unni di Attila la distruggessero nel 452.
L’area scavata conserva tratti del colonnato del foro, una basilica romana, magazzini tardoantichi (horrea), terme, complessi residenziali e i resti del porto fluviale che rese ricca la città, mentre gran parte dell’antica Aquileia si ritiene giaccia ancora inesplorata sotto i campi e il paese moderno. Fa parte di un più ampio riconoscimento UNESCO insieme alla Basilica Patriarcale, gestita separatamente, i cui mosaici pavimentali sono i più estesi del loro genere in tutto l’Occidente.
Fonti e citazioni (2)
- UNESCO World Heritage CentreArchaeological Area and the Patriarchal Basilica of AquileiaProperty identity and criteriaLeggi la fonte
- UNESCO Ufficio Patrimonio MondialeArchaeological Area and the Patriarchal Basilica of AquileiaProject overviewLeggi la fonte





