Francesco Maria I Della Rovere, duca di Urbino, fece trasformare dall’architetto Girolamo Genga una modesta villa quattrocentesca sopra Pesaro in un capolavoro manierista tra il 1523 e il 1538, aggiungendo un nuovo corpo quadrangolare con logge su tutti e quattro i lati.
Genga coordinò un vasto programma di affreschi per gli interni, chiamando Dosso Dossi, Raffaellino del Colle e un giovane Agnolo Bronzino a dipingere ambienti che ancora oggi portano i loro nomi tra gli storici dell’arte. Giardini terrazzati scendono lungo il pendio sotto la villa, pensati per essere ammirati dalle logge soprastanti, secondo la stessa logica teatrale che ha plasmato l’architettura. Ancora di proprietà privata e abitata, la villa ha in passato aperto per visite guidate su prenotazione in tarda primavera ed estate.





