Dante colloca in questo castello l’abbraccio fatale di Paolo e Francesca, sorpresi insieme e uccisi da Gianciotto, marito di lei, e il quinto canto dell’Inferno ha plasmato da allora l’identità di Gradara.
La fortezza stessa, edificata tra l’XI e il XV secolo, è al centro di una faida tra le famiglie Malatesta e Montefeltro durata generazioni prima che gli Sforza ne prendessero infine il controllo. Una doppia cinta muraria, quella esterna lunga quasi ottocento metri, sopravvive intatta attorno al mastio di trenta metri, con un camminamento coperto tra le due cinte che si apre su vedute che corrono dalle colline fino all’Adriatico. Oltre duecentomila visitatori sono arrivati nel solo 2015, rendendo Gradara uno dei monumenti più visitati delle Marche, oggi gestito dalla direzione museale regionale del Ministero della Cultura.





