La famiglia Medici acquistò questo borgo fortificato della lana sulle pendici del Gran Sasso nel Cinquecento, e il loro stemma segna ancora la porta d’ingresso. Il paese si spopolò quasi del tutto nei secoli successivi, scendendo a circa 70 abitanti negli anni Novanta, finché nel 1994 l’imprenditore Daniele Kihlgren iniziò a restaurare le case in pietra una a una come albergo diffuso, un hotel disseminato nel tessuto esistente del borgo invece che concentrato in un unico edificio, senza cancellare le tracce del tempo che rendevano il luogo autentico.
Il terremoto de L’Aquila del 2009 fece crollare la Torre Medicea, da sempre emblema del paese, insieme al tetto e alla facciata di una chiesa barocca, ma Santo Stefano ha da allora ricostruito senza perdere i vicoli in pietra e le basse porte sopravvissute. I campi terrazzati sottostanti coltivano ancora le piccole e pregiate lenticchie che danno il nome alla sagra di settembre.





