Novantanove maschere scolpite in pietra versano acqua in questo cortile trapezoidale dal 1272, una cannella per ognuno dei villaggi che la tradizione locale considera fondatori dell’Aquila, nella federazione di comunità abruzzesi voluta da Federico II.
Nessuno ha mai individuato la sorgente sotterranea che le alimenta, un mistero che la fontana custodisce da oltre sette secoli. Le tre pareti di contenimento, rivestite in una scacchiera di pietra bianca e rosa, scendono sotto il livello stradale, così la fontana si rivela solo a chi vi si avvicina scendendo. Il terremoto del 1703, che uccise oltre tremila persone all’Aquila, lasciò la fontana quasi illesa, e la struttura è sopravvissuta anche al terremoto del 2009, restando il monumento più visitato della città attraverso ogni disastro.





