Napoleone costruì la collezione di Brera con pale d’altare confiscate, spogliando chiese e conventi soppressi in tutta la Lombardia e il Veneto per riempire una galleria degna del suo nuovo regno; la pinacoteca aprì, non a caso, nel giorno del suo compleanno, il 15 agosto 1809.
L’edificio nacque come collegio gesuita nel 1572, fu ricostruito da Francesco Maria Richini negli anni Venti del Seicento, e ospitò più tardi un osservatorio astronomico la cui cupola svetta ancora sul cortile. All’interno, il Cristo Morto di Mantegna scorcia il corpo con un’angolazione così brusca che i piedi feriti sembrano sporgere nella stanza, mentre lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, firmato e datato 1504, mostra l’artista ancora sotto l’influsso del maestro Perugino. Il Bacio di Hayez, dipinto nel 1859 come messaggio in codice per l’unità d’Italia, chiude sale che corrono da Piero della Francesca fino all’Ottocento.











