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Galleria Vittorio Emanuele II

La galleria ottocentesca a cupola di vetro di Milano che collega il Duomo alla Scala, con il toro portafortuna a mosaico.

  • Milano
  • Monumento
Dove
Milano
Da non perdere
Galleria a cupola di vetro
Tempo
30 minuti
Biglietti
Gratuito

Milano commissionò questa galleria nel 1861, l’anno dell’unità d’Italia, intitolandola al primo re del nuovo regno, e l’architetto Giuseppe Mengoni la costruì tra il 1865 e il 1877 come una croce di vetro e ferro che collega Piazza del Duomo a Piazza della Scala.

Due gallerie a volta a botte si incrociano sotto una cupola di vetro centrale, una struttura di scala maggiore rispetto alle gallerie che l’ispirarono, la Burlington Arcade di Londra e la Galleria di Saint-Hubert a Bruxelles, e che avrebbe in seguito dato il proprio nome, galleria, ai passaggi commerciali costruiti sulla sua scia. Sotto i piedi, all’incrocio, una ruota zodiacale a mosaico include un toro che rappresenta Torino, e la tradizione vuole che girare tre volte su un tallone sopra la parte più sensibile del toro porti fortuna, un’usanza tanto praticata che il mosaico in quel punto necessita di riparazioni periodiche. Lo stesso Mengoni morì cadendo dalle impalcature della galleria pochi giorni prima dell’inaugurazione ufficiale, un fatto raramente ricordato sulle targhe che celebrano la sua opera.

Quattro cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. Il toro di TorinoMosaic in the floor of the octagon

    Il toro dello stemma di Torino. Secondo la tradizione, per portare fortuna bisogna girare tre volte su un tallone.Pavimento sotto la cupola centrale

  2. La cupola di vetroGiuseppe Mengoni, 1865 to 1877

    Vetro e ferro che si alzano sull’ottagono, la struttura che diede il nome di galleria ai passaggi coperti di tutta Italia.Al centro della galleria, dove si incrociano i due bracci

  3. Le quattro parti del mondo

    Allegorie dipinte di Europa, Asia, Africa e America che incorniciano l’incrocio.Lunette dell’ottagono centrale

  4. Savini e Camparino

    Due caffè storici, Savini dell’Ottocento e Camparino dei primi del Novecento, dove Milano fa l’aperitivo.Lungo la galleria, vicino all’incrocio

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Tutto quello che serve prima di partire.

Biglietti
Gratuito
Prenotazione
Senza prenotazione
Tempo necessario
30 minuti
Momento migliore
La sera, quando le vetrine e la cupola centrale si illuminano e la folla diurna si dirada
Come arrivare
La Galleria si collega direttamente a Piazza del Duomo, sopra la stazione metro Duomo (linee M1/M3), e si apre su Piazza della Scala all’altra estremità.
Accessibilità
Il pavimento della galleria è pianeggiante e senza gradini per tutta la sua lunghezza, il che la rende una delle attrazioni storiche più accessibili del centro di Milano.

Fate il giro sul tallone sul mosaico del toro come tutti, poi lasciate perdere i caffè più cari della galleria e andate a fare l’aperitivo una via più in là, a Brera.

Visite da prenotare

Le visite che prenoteremmo noi, per ottenere di più dalla vostra visita.

Prenotando da questi link Italia Magnifica può ricevere una commissione, senza costi per te.

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Da sapere

Quanto tempo serve per la Galleria Vittorio Emanuele II?

Circa mezz’ora per guardare in alto, trovare il toro e andare dal Duomo alla Scala. Di più se vi fermate per un caffè o un aperitivo.

Vale la pena visitare la Galleria Vittorio Emanuele II?

Sì, è gratuita e in pieno centro. I prezzi dei negozi sono alti, ma l’architettura è il motivo della visita e dà il meglio con la luce serale.

Si possono vedere la Galleria e il Duomo insieme?

Senza problemi. La Galleria si apre su piazza del Duomo, quindi i due stanno nella stessa passeggiata, insieme alla Scala all’altro capo.

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