Le case di Orgosolo portano sulle facciate un dibattito politico dal 1969, quando il collettivo anarchico Dioniso arrivò per raccogliere le voci dei pastori sardi e lasciò dietro di sé i primi murales.
Francesco Del Casino, insegnante venuto dal continente, sviluppò ulteriormente la pratica dal 1975 insieme ai suoi studenti, e il paese non si è più fermato: oggi più di settecento murales coprono Corso Repubblica e i vicoli intorno, trattando storia partigiana, resistenza antifascista, guerra, diritti delle donne e lavoro contadino con colori decisi, quasi da manifesto. Sembra meno un’arte di strada pensata per i turisti e più un paese di pastori che da oltre cinquant’anni ha deciso di discutere pubblicamente, a colpi di pittura.





