L’archeologo Antonio Taramelli scoprì questo villaggio santuario nuragico sopra Bitti nel 1919, ma solo circa il dieci per cento dei suoi settantamila metri quadrati è stato scavato da allora, in gran parte durante sette campagne dirette da Maria Ausilia Fadda tra la fine degli anni Ottanta e il 2001.
Databile tra il XIV e il VII secolo a.C., il sito è incentrato su un pozzo sacro collegato da un lungo corridoio a uno spazio di raduno scalinato simile a un anfiteatro, insieme a circa cento fondazioni di capanne, due templi a pianta a megaron e una curiosa struttura labirintica il cui scopo resta discusso. Una cooperativa locale gestisce oggi le visite al santuario, posto a 750 metri in un paesaggio di sughere raggiungibile con una strada di montagna da Bitti.





