Gian Galeazzo Visconti fondò questa certosa nel 1396 come mausoleo privato, abbastanza grandioso da rivaleggiare con qualunque cattedrale, e la sua facciata, scolpita in marmi policromi nell’arco di oltre un secolo da maestri come Giovanni Antonio Amadeo, resta una delle più sfarzose della Lombardia.
All’interno, la tomba del duca si trova sotto volte affrescate, e le sorti della famiglia si intrecciarono al punto che qui è sepolto anche Ludovico il Moro, accanto alla moglie Beatrice d’Este. I monaci cistercensi, subentrati ai certosini originari nel 1968, vivono e pregano ancora nel complesso; il Chiostro Grande, circondato da 24 celle monastiche ciascuna con il proprio giardino murato, si visita solo lungo il percorso guidato.





