Questa basilica romanica in laterizio, a Pavia, custodisce la tomba di sant’Agostino. Il re longobardo Liutprando fece portare le reliquie dalla Sardegna nei primi decenni dell’VIII secolo e costruì la chiesa per accoglierle.
Sopra l’altare si trova l’Arca di sant’Agostino, un’opera marmorea trecentesca decorata con oltre 150 statue e rilievi. Nella cripta riposa Boezio, il filosofo giustiziato nel 525, che Dante nel Paradiso ricorda con il nome di Cieldauro, dal soffitto dorato della chiesa. Dopo le soppressioni napoleoniche la basilica cadde in abbandono; Angelo Savoldi la restaurò tra il 1875 e il 1896 e la riaprì solennemente il 15 giugno 1896. Oggi la custodiscono i frati agostiniani.





