Malatesta Novello, signore di Cesena e fratello minore di Sigismondo di Rimini, commissionò questa biblioteca nel 1447 all’architetto Matteo Nuti, allievo dell’Alberti, e la aprì al pubblico il 15 agosto 1454, rendendola la prima biblioteca europea di proprietà civica e non ecclesiastica o nobiliare.
La sala di lettura, tre navate sotto una volta a botte illuminata da quarantaquattro finestre orientate verso i banchi sottostanti, è rimasta quasi immutata: i 343 codici originali sono ancora incatenati agli stessi banchi dove sedevano i lettori del Quattrocento, sotto l’emblema dell’elefante dei Malatesta e il suo motto sul non temere le zanzare. L’UNESCO l’ha inserita nel Registro della Memoria del Mondo nel 2005, prima voce italiana, per onorare una biblioteca il cui edificio, gli arredi e i libri semplicemente non se ne sono mai andati.





