Luce e ombra nel bicchiere
Cappelletti prende in prestito un termine pittorico per raccontare l’incontro tra amaro e dolce.
Sfumato prende il nome dalla tecnica pittorica rinascimentale in cui luce e ombra si fondono l’una nell’altra. Cappelletti usa questa immagine per descrivere un amaro dove le note amare delle erbe alpine incontrano quelle dolci dei frutti di bosco.
L’ingrediente principale è il rabarbaro cinese. Il produttore racconta di impiegare questa pianta da oltre un secolo negli amari e negli aperitivi. Il nome suggerisce una lettura del gusto di Sfumato: note diverse che si incontrano, come i toni sfumati di un dipinto.

