L’imperatrice Maria Teresa d’Austria fece costruire questa residenza estiva a partire dal 1777 per suo figlio, e Giuseppe Piermarini, appena uscito da questo incarico, avrebbe poi disegnato La Scala con la stessa mano neoclassica e misurata che si vede qui.
Agli Asburgo seguirono i viceré napoleonici, poi i Savoia, che la usarono come residenza reale fino a quando re Umberto I fu assassinato a Monza nel 1900 e la famiglia non vi tornò più stabilmente. Le 28 sale restaurate aperte al pubblico passano dagli ambienti di rappresentanza asburgici agli appartamenti più privati dei Savoia, comprese le stanze tenute pronte per la duchessa di Genova e per l’imperatore di Germania come ospiti. All’esterno, un muro di 14 chilometri, costruito nel 1807 e nel 1808 con le pietre di un castello visconteo demolito, racchiude uno dei parchi più grandi d’Europa, oggi condiviso da cascine, giardini e l’Autodromo di Monza.





