La colonia romana di Minervia Scolacium sorse qui intorno al 100 d.C., sul Golfo di Squillace, sopra un più antico insediamento greco che i greci chiamavano Skylletion; Virgilio, nell’Eneide, la definisce Scylaceum navifragum, la Scilaceo che fa naufragare le navi, per la sua costa esposta sullo Ionio.
Le rovine scavate in mezzo a un antico uliveto comprendono oggi un teatro ricavato in parte dal pendio, un anfiteatro, un foro e tre impianti termali, oltre all’acquedotto che un tempo li riforniva. La struttura più fotografata è più recente di mille anni: la basilica in mattoni di Santa Maria della Roccella, iniziata dai monaci normanni nell’XI secolo e mai completata, con il grande rosone ancora aperto al cielo. Un piccolo museo sul posto espone ciò che gli scavi hanno restituito, dalle iscrizioni agli oggetti di uso quotidiano, mentre l’edificio che lo ospita, un antico frantoio restaurato, appartiene alla storia lavorativa più recente della tenuta.





