Secondo la tradizione, intorno al 490 l’arcangelo Michele apparve al vescovo di Siponto in una grotta sul Monte Gargano chiedendo che fosse consacrata al culto cristiano, e un primo santuario sorse sopra la grotta già nel 493, rendendolo il più antico santuario dedicato all’arcangelo in Occidente.
I duchi longobardi adottarono presto Michele come patrono guerriero, re Rotari fu sepolto poco distante nella Basilica di San Giovanni in Tumba, e il luogo divenne una tappa importante della Via Sacra Langobardorum sulla Via Francigena, attirando papi, san Bernardo di Chiaravalle, san Tommaso d’Aquino e sovrani nei secoli. I pellegrini che scendono la lunga scalinata verso la grotta incidono ancora nomi e croci nella pietra delle pareti, una pratica che l’UNESCO ha riconosciuto nel 2011 inserendo il santuario tra i luoghi del potere longobardo.
Fonti e citazioni (4)
- UNESCO World Heritage CentreManagement Plan 2.0 (2022–2027), Sanctuary of San Michele, Monte Sant’AngeloProfilo componenteLeggi la fonte
- UNESCO World Heritage CentreLongobards in Italy. Places of the Power (568–774 A.D.), 1318Scheda del bene e Valore Universale EccezionaleLeggi la fonte
- Basilica Santuario San Michele ArcangeloL’origine del SantuarioFase angioinaLeggi la fonte
- Ministero della CulturaMusei della basilica santuario San Michele ArcangeloDescrizione museiLeggi la fonte



