Faenza diede il proprio nome alla faïence, la ceramica invetriata a stagno, e il museo fondato qui nel 1908 crebbe fino a diventare la collezione più profonda al mondo di quest’arte, con oltre sessantamila pezzi che vanno dalla maiolica rinascimentale alla ceramica d’autore contemporanea.
La ricostruzione dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale divenne una causa abbracciata personalmente da artisti internazionali: Picasso, Léger, Matisse e Chagall donarono tutti opere importanti per aiutare a ricostituire le collezioni, e la Sala Europa espone oggi i piatti in ceramica di Picasso come anteprima alle gallerie di scultura del Novecento e del nuovo millennio del museo. Le botteghe di Faenza cuociono e dipingono ancora a mano la maiolica con tecniche rimaste in gran parte invariate dal Rinascimento, così una visita al museo si accompagna naturalmente all’osservazione dei ceramisti al lavoro nei laboratori del paese appena fuori dalle sue porte.





