Ötzi emerse da un ghiacciaio al confine tra Austria e Italia nel settembre 1991, con indosso i vestiti, gli attrezzi e un arco di tasso non finito, una vita dell’età del Rame interrotta a metà di un gesto e conservata per 5.300 anni.
Il museo di Bolzano lo custodisce a temperatura glaciale in una piccola cella refrigerata, visibile attraverso una finestra poco più grande di un oblò, e l’effetto colpisce i visitatori più di qualunque dipinto. I piani superiori espongono tutto ciò che fu trovato intorno a lui: un’ascia di rame, una faretra di pelliccia con le frecce, un mantello di erba intrecciata e i tatuaggi ancora visibili sulla pelle, mappati dai ricercatori come possibili punti di agopuntura ante litteram. È il quadro più completo che esista di come una persona qualunque abbia vissuto, lavorato e sia morta cinquemila anni fa.









