Manarola potrebbe essere il più antico dei cinque borghi delle Cinque Terre: la pietra angolare della sua chiesa, San Lorenzo, porta la data 1338, e il nome stesso del paese deriva probabilmente dal latino magna rota, "grande ruota", in riferimento alla ruota del mulino che un tempo girava nel borgo.
Le sue case-torre, alte e strette, si ammassano direttamente sopra una piccola insenatura rocciosa dove i pescatori locali tengono ancora le barche e dove i bagnanti si tuffano dalla banchina in cemento direttamente in acqua alta. Il vino locale, lo Sciacchetrà, un passito dolce ottenuto da uve appassite sui graticci dopo la vendemmia, proviene dai ripidi vigneti terrazzati che salgono sulle colline proprio sopra le case, lavorati allo stesso modo da generazioni perché nessun altro metodo si adatta a pendii così severi. La vista diventata simbolo di tutte le Cinque Terre su guide turistiche e cartoline, le case-torre viste dal sentiero del promontorio verso Corniglia al tramonto, è semplicemente Manarola che guarda se stessa dal sentiero sovrastante.





