Le forze tedesche scavarono questo complesso di gallerie sotto Trieste dopo aver annesso la città alla propria Zona d’operazioni del Litorale Adriatico nel 1943, impiegando tre diverse imprese tramite l’Organizzazione Todt per ricavare rifugi antiaerei nella roccia carsica.
Un settore italiano ospitava gallerie parallele dotate di panche di legno, ambulatori e servizi igienici per uso civile, mentre un settore tedesco separato, di circa mille metri quadrati e riservato alle truppe delle SS, includeva un passaggio segreto che permetteva allo SS-Gruppenführer Odilo Globočnik di spostarsi inosservato tra la propria abitazione e il tribunale di Trieste. Il comando tedesco evacuò a fine aprile 1945, le forze partigiane jugoslave entrarono in città il 1 maggio, e la guarnigione tedesca si arrese infine alle truppe neozelandesi, chiudendo un’occupazione di venti mesi la cui infrastruttura sotterranea sopravvive in gran parte intatta sotto la città moderna.





