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Basilica di Sant'Antonio di Padova

La basilica di pellegrinaggio a cupole di Sant’Antonio, con i bronzi di Donatello sull’altare e all’esterno.

  • Padova
  • Chiesa
Dove
Padova
Da non perdere
Basilica di pellegrinaggio del Santo
Tempo
1 ora
Biglietti
Gratuito

I lavori iniziarono intorno al 1232, appena un anno dopo la morte di Antonio da Padova, avvolgendo in una basilica crescente la piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini dove il santo era già stato sepolto; il risultato, completato nella forma essenzialmente attuale entro il 1310, fonde influenze romaniche, gotiche e bizantine in uno skyline di cupole e sottili torri che i padovani chiamano ancora semplicemente "il Santo".

I pellegrini non hanno mai davvero smesso di arrivare: la cappella della tomba del santo, le cui pareti sono scolpite con nove rilievi marmorei dei suoi miracoli realizzati da più scultori rinascimentali, richiama ancora oggi un flusso costante di visitatori che sfiorano il marmo davanti a sé. Donatello, attivo a Padova dal 1443 al 1453, fuse i rilievi e le statue bronzee dell’altare maggiore, per poi realizzare, nella piazza antistante, il Gattamelata, il primo monumento equestre bronzeo a grandezza naturale dall’antichità, un’opera che riportò in vita una forma che gli scultori romani avevano padroneggiato mille anni prima. Due cappelle della basilica fanno inoltre parte di un ciclo di affreschi riconosciuto dall’UNESCO nel 2021.

Quattro cose da non perdere

Se non vedete altro, vedete queste.

  1. La tomba di sant’Antonio

    Rilievi marmorei dei miracoli del santo circondano la tomba e i pellegrini toccano la pietra.Cappella dell’Arca, transetto sinistro

  2. L’altare di DonatelloDonatello, 1443 to 1453

    Rilievi e statue in bronzo, tra cui una Madonna e un Crocifisso, tra le grandi opere della scultura del primo Rinascimento.Altare maggiore

  3. Gli affreschi della Cappella di San GiacomoAltichiero da Zevio, 14th century

    Un ciclo di affreschi di Altichiero, parte degli affreschi trecenteschi di Padova inseriti nella lista UNESCO.Transetto destro

  4. Il GattamelataDonatello, 1453

    Il primo grande monumento equestre in bronzo dopo l’antichità, appena fuori.Piazza davanti alla basilica

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Tutto quello che serve prima di partire.

Biglietti
Gratuito
Prenotazione
Senza prenotazione
Tempo necessario
1 ora
Momento migliore
Mattine feriali, evitando il 13 giugno (festa del santo), quando la basilica e la piazza si riempiono di pellegrini
Come arrivare
La basilica è a una camminata dalla stazione ferroviaria di Padova, oppure una breve corsa in tram fino alla fermata Santo, vicino all’Orto Botanico di Padova.

L’ingresso alla basilica è gratuito, trattandosi di un luogo di pellegrinaggio e culto attivo e non di un museo statale; le offerte sono gradite ed è richiesto un abbigliamento consono (spalle e ginocchia coperte). Le fotografie sono limitate vicino alla tomba del santo.

Fate un giro fino ai chiostri accanto alla basilica, facili da non notare dalla navata principale: sono tranquilli anche quando la chiesa è affollata di pellegrini, e ospitano un piccolo museo sulla storia della basilica.

Da sapere

Quanto tempo serve per visitare la Basilica di Sant’Antonio?

Circa un’ora per la basilica, la tomba e l’altare. Di più se volete vedere i chiostri e la piazza esterna.

Vale la pena visitare la Basilica di Sant’Antonio?

Sì, sia per la fede sia per l’arte. Il solo altare di Donatello giustifica il viaggio e i pellegrini danno al luogo un’aria viva.

Serve prenotare la Basilica di Sant’Antonio?

Non serve prenotare, ma la basilica è un luogo di culto attivo con un codice di abbigliamento, quindi coprite spalle e ginocchia. Evitate il 13 giugno, festa del santo, se volete tranquillità.

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