Paolo Almerico, un chierico papale che si ritirava nella natia Vicenza, commissionò questa villa nel 1565 non come fattoria produttiva ma, cosa insolita per l’epoca, come puro rifugio di campagna senza alcuna tenuta agricola annessa, e Andrea Palladio rispose con un progetto che prendeva in prestito cupola e pronao direttamente dal Pantheon di Roma.
Quattro facciate identiche con pronao guardano i quattro punti cardinali da una sala centrale a cupola, trattando ogni fronte come ugualmente importante invece di privilegiarne uno solo, una simmetria che Palladio non ripeté mai più a questa scala. La costruzione si protrasse oltre la morte di Almerico, e i fratelli Capra, che acquistarono la proprietà incompiuta nel 1592, la completarono dando alla villa l’altro nome, Villa Capra, con cui è ancora conosciuta. La sua influenza si rivelò immensa: Thomas Jefferson la studiò progettando Monticello, e varianti della sua formula a cupola su cubo comparvero su campidogli, banche e case di campagna in Europa e nelle Americhe nei tre secoli successivi.





