La famiglia Balbi costruì questo palazzo tra il 1643 e il 1650 per ostentare la propria fortuna bancaria, e quando i Durazzo lo acquistarono nel 1677 aggiunsero gli sfarzi che si vedono ancora oggi: stucchi dorati, un atrio costruito per inquadrare la vista sul porto e una galleria degli specchi di Domenico Parodi che risponde a Versailles in scala genovese.
I Savoia lo presero in carico nel 1824 e lo usarono come residenza reale ufficiale, e divenne museo statale nel 1919. I ritratti di Van Dyck, che passò anni a ritrarre l’aristocrazia mercantile genovese, sono ancora appesi dove li avevano collocati i Durazzo e i Savoia, e la terrazza sul retro guarda ancora dritta verso il porto in attività.





