Gli archeologi scavano il fondo di questa grotta sui Monti Lessini dal 1988, e continuano a trovare cose nuove: strati lasciati dai Neanderthal, poi dalla cultura uluzziana, poi dai primi Homo sapiens arrivati in questa parte d’Europa.
Le pietre dipinte più antiche, con figure di animali in ocra rossa e una sagoma cornuta simile a uno sciamano, risalgono a un periodo compreso tra 32.000 e 36.500 anni fa, tra le più antiche testimonianze di arte rupestre trovate nel continente. La visita e più una camminata guidata con un archeologo che un giro da museo: si scende una breve scala di metallo dentro lo scavo vero e proprio, si osserva la stratigrafia da cui provengono i reperti, e si vedono gli originali (le riproduzioni restano sul posto, i pezzi veri sono conservati vicino) nel PaleoCenter annesso. La grotta apre solo nei fine settimana, e solo da marzo a ottobre.





