Il focoso cognato di Napoleone, Gioacchino Murat, re di Napoli, trovò la morte in questo piccolo castello aragonese nell’ottobre 1815, processato da un tribunale militare e fucilato dopo essere sbarcato nei pressi in un fallito tentativo di riconquistare il trono.
Si dice che abbia diretto lui stesso l’esecuzione, rifiutando la benda. La sua cella e la stanza dove fu pronunciata la sentenza sono conservate come piccolo museo, il tutto a pochi passi, e in modo curioso, dalla piazza dove si dice sia stato inventato il tartufo di Pizzo: uno degli accostamenti più bizzarri della Calabria tra tragedia e dolcezza.





