La sabbia della Pelosa scende così gradualmente nel Golfo dell’Asinara che l’acqua turchese sembra illuminata da sotto anche in una giornata nuvolosa, con la piccola torre aragonese del Cinquecento sull’isolotto al largo a completare una vista che finisce regolarmente in cima alle classifiche delle spiagge più belle d’Italia.
Quella fama è proprio il problema: folle senza regole ed erosione hanno spinto il comune di Stintino a limitare l’accesso quotidiano con prenotazioni numerate a fascia orario, un sistema considerato un modello per altre spiagge italiane sovraffollate. L’isola disabitata dell’Asinara, ex colonia penale oggi parco nazionale, è visibile appena al largo, con i suoi cavalli selvatici e gli edifici carcerari abbandonati in netto contrasto con il turchese curato della spiaggia.

